18 Dic

IL TESORO DEI BRIGANTI [replica]

Domenica 20 dicembre​
 alle 
​20,30
IL TESORO DEI BRIGANTI[replica]
 
A grande richiesta torna all'Eliogabalo 
 
IL TESORO DEI BRIGANTI
testo e drammaturgia di Giuseppe Ciciriello
musiche originali di Piero Santoro
 
Con 
Giuseppe Ciciriello e Piero Santoro
 


 
 
«C’era una volta na vucerta e na malota... gira e vota, gira e vota, mo tu conto nata vota…
C’era na volta nu re, na reggian, nu principe, nu sapunare, nu cavaliere, nu ciuccio… stava na vota mo non ci sta più ca ce ne se tu...
C’era una volta un bosco vicino a casa mia, un bosco di querce e fragni, lecci e orchidee, roverelle, che quando potevo io mi ci perdevo seguendo una lucertola, o una cavalletta, o un sentiero, che finiva sempre al limitare della cava...»
 
Lo spettacolo
Il Tesoro dei Briganti è uno spettacolo di narrazione teatrale che racconta di un bosco, di un brigante e dell’amore per la propria terra...
«Che se sei buono con la terra, la terra è buona con te...»
 
Lo spettacolo racconta l’amore di un vecchio nonno, per la sua terra, una terra che sta scomparendo per far posto al cemento che avanza, con le sue ruspe e betoniere; racconta un amore tramandato attraverso il piacere di raccontare storie; storie come quelle che narrano le rocambolesche avventure di un famoso, terribile e fantomatico brigante “Il Brigante Capatosta” e del suo tesoro; storie di boschi e di banditi, storie di tesori. 
Ma le storie hanno vita propria, si incrociano, si sposano con le idee e il punto di vista di chi le racconta e ogni raccontatore le incrocia con le proprie. 
Le avventure di Capatosta nel “Il tesoro dei briganti” si incrociano con quelle di Peppino, il narratore e le storie di Peppino sono le storie della terra dove è cresciuto, terra di ulivi e ginestre, storie di masserie e tratturi; sono le storie di un bosco, quello vicino alla casa dei suoi nonni dove da piccolo trascorreva le estati, perdendosi cacciando lucertole e tesori.
 
Peppino racconta
Peppino racconta attraverso gli occhi di un bambino, che sta per crescere, ma a cui piace ancora perdersi, alto quanto una sedia ma pronto a vivere la sua storia vera o inventata che sia, fino in fondo.
Racconta Peppino, e racconta di un territorio meraviglioso fatto di varietà paesaggistica, ambientale, di Masserie, lamie e di cultura antica fatta di terra e pietra.
Peppino racconta di un tesoro custodito in una masseria, il tesoro del brigante Capatosta. 
 
Il linguaggio
Il linguaggio utilizzato è quello della narrazione epica, fatto di voce, gesti e musica, 
lo spettacolo, non mostra, evoca lasciando allo spettatore la possibilità di creare mondi e allenare l’immaginazione. In un epoca in cui le immaggini ci sono imposte e ci sommergono, “Il tesoro dei briganti” nella sua semplicità crea i presupposti per “immaginare” un mondo , quello narrato, e farlo proprio, per imparare così a riappropriarsi del senso delle storie e rielaborarne i contenuti mitici.
 
 
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